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 Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri

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Dulcebesorr

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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Gio 21 Apr - 4:25:35

Per me va bene, ma non credo che ne verrà fuori un esito positivo.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Ven 22 Apr - 1:21:31

Maestà se mi date il consenso avvio questa discussione in seno alla Corte Reale ed abilito dama Dulcebeso a quella sezione.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Ven 22 Apr - 13:28:37

Seppur l'idea mi piaccia, chiedete prima ai nobili se il Ministro può essere accolta in quelle sale, non vorrei una rivoluzione poichè non è Nobile
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Sab 23 Apr - 7:59:23

Maestà il ministro Dulcebeso è anche Alfiere, non è esattamente una cittadina comune.
In teoria lo statuto della Corte Reale prevede che l'alfiere di un nobile con più di un feudo può far parte della Corte Reale per rappresentare gli altri feudi (a nomina del suo signore ovviamente). Dunque non è un'intrusa visto che il Duca Ciridonio ha diversi feudi di suo possedimento.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Sab 23 Apr - 8:27:10

Dama Dulcebeso se preparate una bozza da mostrare in Corte Reale sto per darvi accesso.
Penso si possa proporre anche la bozza dove pensavate un ruolo per i nobili in seno alla Corte Palatina, così vi daranno loro stessi un giudizio.
Vi ribadisco, prima di entrare in quelle stanze, che io sono dalla vostra parte e non ho intenzione di sabotare questa vostra proposta, solo darle le giuste correzione affinchè si possa tutti insieme arrivare ad una stesura accettabile.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Lun 2 Mag - 1:11:05

Ayla_Sforza ha scritto:
Trovo che andrebbe a contrapporsi con la nobiltà, sono i nobili i cortigiani del Regno.
Se reputate avete facoltà di stilare un "comportamentario" in collaborazione con il Re d'Armi

"Maestà dopo una discussione in Corte Reale sulla Corte Palatina, che è andata anche fuori argomento per incomprensione tra i nobili lì dentro ( mi sà che in Corte Reale ci sia parecchio da lavorare), posso comunicarvi che della Corte Palatina, non c'è nulla in contrasto con il regolamento della Corte Reale, per questo vi chiedo se mi date la possibilità di procedere nella sua realizzazione?"
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Lun 2 Mag - 2:51:21

Ministro mi pare la discussione in Corte Reale non sia ancora terminata. Avete fretta?
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Lun 2 Mag - 2:53:53

Magister vi ricordo che mi sono recata lì per sapere se vi potevano essere contrasti tra il regolamento della corte reale e quello della corte palatina, e mi è stato comunicato che non ne esistono, mi spiegate cortesemente il motivo per cui dovrei ancora rimanerci?
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Lun 2 Mag - 3:04:59

Beh se volete possiamo continuarla ancora qui non di certo terminarla. Oltretutto non mi pare sua Maestà abbia parlato di contrapposizione regolamentare ma formale, cosa sulla quale anche io avevo espresso il mio dissenso. Sul nome ad esempio, dove più di uno dei qui presenti si è espresso in maniera negativa. Avete pensato a qualche alternativa?
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Lun 2 Mag - 3:19:08

Magister per favore mi indicate cosa intendete per contrapposizione formale?
Per quanto riguarda il nome " Corte Palatina", io credo che sia il più idoneo per definire un gruppo di persone che vivono nel e intorno al Palazzo, se voi avete una definizione alternativa dite pure.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Lun 2 Mag - 6:51:28

Mi dispiace dover affrontare questa discussione così, ma me ne vedo costretto.

Di Corte ne esiste e deve esisterne una sola, ovvero quella Reale.
I ruoli che chiedete di ricoprire nella Corte Palatina dovrebbero essere ricoperti soltanto da Nobili o di stirpe Nobiliare (genitori nobili).
Questo è il requisito principale e fondamentale per far parte di una Corte vicina al sovrano e per i quali si potrebbe accettare il nome Corte Palatina intendendola una estensione di quella Reale che frequenta il Palazzo Reale con più frequenza.
Perchè? Perchè così deve essere, è un assioma, non c'è bisogno di spiegarlo o meglio... se proprio vogliamo dargli una spiegazione, i nobili sono le persone più vicine al re e per naturale estensione le persone di cui il Re si fida più di chiunque altro, tanto da dargli l'incarico di gestire le cose che lo riguardano personalmente.

Gran Siniscalco
Ciambellano Reale
Coppiere Reale
Gran Scudiero Reale
Maniscalco Reale
Confessore Reale
Medico Reale

devono essere solo ed esclusivamente nobili.

Dame di Compagnia - Cavalieri del Re

possono essere anche semplicemente di stirpe nobile ma non necessariamente nobile.
Ho cercato di spiegare che però la Corte Reale non è pronta a ricoprire tale onere/onore.
Perchè la Corte Reale non si sia mai comportata da "Corte Palatina" non deve comunque essere oggetto di interesse del Ministero della Cultura.
Proprio grazie alla nostra Sovrana, e anche se lo dico arrossendo grazie a me, senza ritenere di averne merito particolare, la Corte Reale forse sta cominciando a prendere coscienza di questo suo status ed evolvendo verso quello che dovrebbe essere una Corte Palatina come la intendete voi con delle riforme che stiamo ponendo in essere e di cui stiamo discutendo.
Esistono talmente tante e tali problematiche nella "maturità" dei nobili duosiliciani che per quanto si possa conoscere approfonditamente i regolamenti, questi non riuscirebbero a spiegare il perchè la mia classe è quello che è e del perchè la vostra idea è in contrasto con quello che dovrebbe portare naturalmente la Corte Reale a diventare anche Corte Palatina. Lotte intestine e di potere ci hanno portato ad interessare sempre e soltanto a cose molto più materiali e terrene e non alla cultura e raffinatezza.

Dunque se lo scopo della Corte Palatina è quella di creare un luogo dove comportarsi in maniera raffinata, l'idea la condivido ma non può essere quella che voi chiedete debba essere.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Mar 3 Mag - 5:25:38

Premetto non c'entra nulla con la Corte in se, ma sarebbe interessante, come detto dal Visconte Fabioilbello provare a rendere i ruoli già esistenti più allettanti con delle spunte per dei gdr. Lo dico qui perchè questo è uscito sempre dalle sale della Corte, e credo possa essere comunque uno spunto su cui si possa lavorare.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Gio 5 Mag - 3:41:18

Io sinceramente nell'ascoltare le vostre parole Magister resto alquanto scioccata, vi ricordo le vostre parole di qualche giorno fa:

Alstair ha scritto:
Io dico semplicemente che il regolamento sui comportamenti anche se non formalmente esiste anche per i nobili ma nessuno lo rispetta. Difficilmente ricevo una lettera da un mio pari vedendola cominciare con "vostra grazia" figurarsi se potrebbe mai spedirmela un villico così. In Corte se possibile cercheremo di darci un regolamento più stringente. Poi io sinceramente tutti questi nobili preoccupati non li vedo. Nessuno ha mai chiesto di far chiarimenti al riguardo nonostante ce ne è stata la possibilità. Se non 5-6 nessuno partecipa a niente. Portatelo a conoscenza che sono disponibile a parlare di qualsiasi cosa se hanno problemi. Detto questo attendo come procederanno i lavori per questa Corte Paladina e se sarà necessario do la mia disponibilità a collaborare

Oggi mi dite che Di Corte ne esiste e deve esisterne una sola, ovvero quella Reale.
Credo che tale decisione spetti al Sovrano e non a voi, nemmeno in Corte Reale si sono permessi di dire una cosa del genere e a maggior ragione ricordando le vostre parole dove dite che i nobili attivi saranno in tutto 5-6, non vedo su quali basi io potrei stare tranquilla nell'affidare dei ruoli a delle persone che non solo sono poco presenti, ( non sono ruoli che richiedono presenza assidua), ma che forse nemmeno avrebbero voglia di occuparsi di tali mansioni, quindi significherebbe costringere i nobili ad occuparsi di qualcosa che non vorrebbero.
Non comprendo sinceramente questo cambio di pensiero improvviso da parte vostra.

Per rispondere invece al Ministro:


Fabioilbello dice:


Il Visconte ascoltò attentamente poi prese la parola.

Mi perdonerete se intervengo solo ora anch'io.
All'inizio ero completamente favorevole a questa proposta, un'idea in più, anche se non fruttuosa sarebbe comunque un tentativo, cosa che manca da tempo in queste terre.
Pensandoci bene però, ho potuto constatare che si potrebbe convogliare tutta questa energia e desiderio verso qualcosa di più "utile". Anziché formare corti distaccate di persone volenterose potremmo "fomentare" le cariche già esistenti ad una condivisione più elevata.

Purtroppo, come molti di voi immagino, ho vissuto una specie di "drastico cambiamento" fino a qualche anno fa le persone si riunivano, vi era un grandissimo numero di discussioni, attività e progetti a cui partecipare che seppure basati su "sciocchezze" come le definiremmo ora, ad esempio l'elezione di un sindaco rendevano tutti partecipi. Ricordo tempi in cui le elezioni municipali erano sudate, per non parlare di quelle provinciali, ora ci ritroviamo città senza candidati a sindaco o persone che ricoprono questo ruolo da "secoli".
Il mio dubbio è, ovviamente in chiave puramente provocatoria, se abbiamo davvero bisogno di creare altre cariche anziché sviluppare quelle presenti.
Non sono molto pratico delle cariche esistenti perciò mi permetterò di usare una di quelle che avete menzionato spesso: il Doganiere.
Davvero non si può estendere il livello partecipativo, fantasioso o creativo, di questa carica? Non si può pretendere che si svolga "in un certo modo?"

Riporto un esempio pratico del disagio che in primo luogo vivo io: ad ogni elezione provinciale come arcivescovo organizzo l'incoronazione del governatore, il rito che la chiesa utilizza necessita anche della convocazione del consiglio per poi benedirlo.
In chiave ideale vi è una bellezza e un coinvolgimento molto particolare, ma nell'atto pratico a queste incoronazioni raramente partecipano più di 2-3 consiglieri e ancora meno nobili cosa che ha portato il rito ad assumere una curiosissima ma necessaria dicitura: "nel caso in cui il concilio partecipasse si procede alla benedizione".
Seriamente noi, nobili, siamo qui a parlare di creatività e coinvolgimento quando PER PRIMI non facciamo nulla? La cattedrale ora è aperta, è sotto gli occhi di tutti ma in pochissimi di voi si sono presentati. Se partecipaste e lo facesse anche il consiglio, oltre alla benedizione di questo assistereste ad una mia omelia (OFF GdR: ovviamente il player non spende 1-2 ore nella creazione di un' omelia per farla ascoltare al clero ed a 2 fedeli /OFF GdR) questa potrebbe produrre diversi sentimenti, e questi a loro volta delle possibilità di scontrarvisi in taverna. #

Il punto è che a parere mio non occorre affatto creare altre cariche anche se personalmente non farei nulla per andarvi contro, quanto piuttosto rimboccarsi le mani, TUTTI e SOPRATTUTTO noi, che dobbiamo dare l'esempio, e partecipare, parlare anche discutere animatamente se serve perché anche il Doganiere possa diventare di nuovo una carica ambita* e vi sia di nuovo un coinvolgimento.
Queste terre sono state popolate da pochissimi uomini all'inizio, non vedo perchè noi in una condizione istituzionale e numericamente più favorevole non potremmo essere la causa di una notevole rinascita.

L'arcivescovo era visibilmente dispiaciuto dal discorso che aveva appena concluso, dopo aver indugiato per poco tempo aggiunse:

Spero di essermi spiegato, nel caso in cui non avessi espresso il concetto in modo approfondito, rendendomi conto della difficoltà dell'argomento e delle sue peculiari e profonde radici, resto a vostra disposizione.

*Se riuscissimo a rendere il doganiere un esperto di sicurezza la sua parola sarebbe più "valevole" di quella di un pescatore e se si parlasse spesso di sicurezza a qualcuno verrà in mente, cercando di difendere le sue idee di sicurezza: "ora mi candido a doganiere e faccio vedere a tutti"

# EDIT: Non venitemi a raccontare inoltre che l'Arcivescovo deve invitarvi a messa perchè i nobili dovrebbero essere in ogni funzione religiosa, soprattutto se riguarda la politica come un'incoronazione. Se fossimo tutti più concentrati a giocare i nostri ruoli ed a enfatizzare quelli altrui come si deve forse potremmo avere una rinascita indipendente da nuovi statuti o corti.
Dovremmo sminuire il meno possibile il Doganiere rispetto al Re (unico momento in cui pare rianimarsi questo regno sono le elezioni reali) e magari assisteremo a dei miglioramenti, basta lamentarsi di meno e FARE TUTTI di più, soprattutto noi che se siamo qui sarà per un qualche motivo



Son d'accordo con quello che dice sui nobili che non fanno niente o poco, proprio per questo la corte è aperta a tutto il popolo
Questo non è un impegno giornaliero alla fine se uno ha voglia di partecipare basta pure una frase scritta. E la gente che ha voglia di fare c'è. Se poi si pensa che siano troppo numerosi i ruoli ne accantoniamo alcuni. Il punto è che non si è voluto sfruttare la presenza di altri ruoli.
Riguardo al doganiere, chi lo fa spesso dice che sia un ruolo un pò noioso e con azioni meccaniche( richiede 5 minuti al giorno, la mattina e la permanenza in città, a meno che qualcuno non ti mandi le liste);l'unica cosa in più è che da accesso al consiglio cittadino e alla parte interna della milizia.Ma non saprei davvero come si possa rendere migliore.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Gio 5 Mag - 6:01:12

Penso che per rispondervi basti citarmi:

Citazione :
Dunque se lo scopo della Corte Palatina è quella di creare un luogo dove comportarsi in maniera raffinata, l'idea la condivido ma non può essere quella che voi chiedete debba essere.

Infatti non sono io a decidere, dico solo che mi ritengo sufficientemente tirato in causa da poter dare un parere autorevole al riguardo.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Ven 6 Mag - 3:38:31

Il vostro parere è bene conoscerlo come è bene conoscere quello degli altri, ho solo detto che sembrate molto contraddittorio, dicendo inizialmente una cosa e in un secondo momento un'altra, quindi mi pare sia un parere instabile, oltre ad affermare cose che dal mio punto di vista sono esagerate, scontate e di selezione verso una sola classe, cosa che la Regina non ha mai fatto, proprio come nella sua lettera appena mostrataci si rivolge a tutto il popolo, facendo comprendere come ogni singolo cittadino sia importante e io penso la stessa cosa, quindi per quanto mi riguarda l'accesso alla Corte Palatina deve essere dato a tutti coloro che rientrino nei requisiti dei bandi e ne abbiano voglia.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Ven 6 Mag - 4:07:56

Ministro non mi mettete in bocca parole che non ho detto e che voi interpretate. Il mio parere è stato unico sin dall'inizio.
L'idea della Corte Palatina (come luogo dove comportarsi in maniera raffinata) mi piace come idea, ma non come la intendete voi (sia il nome che le cariche ed i ruoli da assegnare). Non mi pare di aver mai detto qualcosa di diverso.
Posso ripeterlo altre 100 volte ma il concetto è sempre lo stesso.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Ven 6 Mag - 4:28:05

Voi avete detto che l'idea della Corte Palatina vi piace come luogo dove comportarsi in maniera raffinata, ma è chiaro che così dicendo significherebbe ridurre e sminuire un luogo che deve solo essere di comportamenti raffinati e di nient'altro come potrebbe essere solo questo lo scopo? ma insistete nel dire che :




Alstair ha scritto:
Mi dispiace dover affrontare questa discussione così, ma me ne vedo costretto.

Di Corte ne esiste e deve esisterne una sola, ovvero quella Reale.
I ruoli che chiedete di ricoprire nella Corte Palatina dovrebbero essere ricoperti soltanto da Nobili o di stirpe Nobiliare (genitori nobili).
Questo è il requisito principale e fondamentale per far parte di una Corte vicina al sovrano e per i quali si potrebbe accettare il nome Corte Palatina intendendola una estensione di quella Reale che frequenta il Palazzo Reale con più frequenza.
Perchè? Perchè così deve essere, è un assioma, non c'è bisogno di spiegarlo o meglio... se proprio vogliamo dargli una spiegazione, i nobili sono le persone più vicine al re e per naturale estensione le persone di cui il Re si fida più di chiunque altro, tanto da dargli l'incarico di gestire le cose che lo riguardano personalmente.

Gran Siniscalco
Ciambellano Reale
Coppiere Reale
Gran Scudiero Reale
Maniscalco Reale
Confessore Reale
Medico Reale

devono essere solo ed esclusivamente nobili.



Queste le vostre parole e non credo d'aver mal interpretato io, perchè il vostro discorso mi pare chiaro, voi affermate qualcosa di diverso da ciò che afferma la Regina, lei dice che ogni uomo è fondamentale per il Regno e di ogni uomo ha fiducia e non solo dei nobili cosa che dite voi. Questo vostro parere inizialmente non era tale dato che affermaste che i nobili attivi sono molto pochi e quei pochi non si sà nemmeno se avrebbero questa voglia di occuparsi di ciò, quindi su quali basi insistete nel rendere la Corte Palatina formata esclusivamente dalla classe nobile? è questo ciò che non comprendo e che inizialmente non avete dichiarato.





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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Ven 6 Mag - 5:17:44

Possiamo fare tutti i discorsi filosofici di questo mondo, fatto sta che il nostro regno è diviso in classi.
Mi rendo conto ci voglia una mente molto aperta per comprenderlo dato il nostro sistema di governo ma non è oggetto di questa discussione.
Perché siano i nobili quelli più vicini al sovrano non posso spiegarlo meglio di come ho già fatto, dunque mi affido alla comprensione della nostra Sovrana.
Spiegarlo 100 volte era ovviamente un eufemismo. Non mi sperticherò di sicuro a spiegarlo di nuovo.
Non l'ho detto fin da subito perché come ho scritto e voi avete anche evidenziato eravamo all'inizio ed ho seguito come si è evoluta la discussione. Ora ho ritenuto utile spiegarlo dettagliatamente visto che si proseguiva a capo chino sullo stesso solco.
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MessaggioTitolo: Re: Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri Ven 27 Mag - 2:14:36

Spero finalmente vado bene :-)


Citazione :
Il Palazzo Reale di Napoli e la Casa Palatina


Preambolo
La città scelta dai Sovrani come Capitale del Regno delle Due Sicilie è Napoli, i cui luoghi simbolo sono il Duomo di San Gennaro, l'Archivio Reale, la Cancelleria Reale e Castel Nuovo, sede del Palazzo Reale. Castel Nuovo si compone di una parte pubblica, con luoghi quali il Salone d'Ingresso, la Sala delle Udienze e i Giardini Reali e di una parte privata, riservata alla Sala del Governo del Regno, alle Sale dell'Ambasciata e alle Stanze private del Sovrano e della Casa Palatina.
Tale documento regola la struttura del personale che compone la Casa Palatina.


Casa Palatina
Condizione essenziale per far parte delle Casa Palatina è la cultura, la raffinatezza e l'eleganza dei modi e del vestire, che possono sostituire come doti essenziali la purezza del sangue. Ogni membro del personale Palatino, quando scelto dal Sovrano e dal Gran Siniscalco tramite Bando, dovrà essere cittadino del Regno e non aver commesso reati almeno nei sei mesi precedenti alla candidatura. Non è richiesto a tali membri della Casa Palatina di risiedere all'interno del Palazzo Reale purché garantiscano presenza e disponibilità per svolgere i loro compiti, per i quali si richiede tempo ed inventiva.

Fanno parte di diritto della Casa Palatina i membri della Famiglia Reale e tutti i Funzionari che frequentano regolarmente il Palazzo, quali i Membri del Concilio Ristretto e gli Ambasciatori del Regno.
Fanno parte della Casa Palatina coloro che richiederanno udienza al Sovrano, esclusivamente per la durata del loro soggiorno

Ciascuno dei componenti della Casa Palatina dovrà tener fede al Protocollo Palatino.


  • Gran Siniscalco
    Il Gran Siniscalco soprintende la Casa Palatina. Ha il compito di organizzare i servizi di palazzo e l'amministrazione delle proprietà reali, provvede al vitto del Re e della Corte a lui vicina, deve essere quindi a conoscenza del reddito e dei diritti del Re, per gestire e far crescere i ricavi, informando il Sovrano sullo stato dei conti.
    E' responsabile del Cerimoniale e dell'etichetta di Palazzo.
    Si occupa di stilare i Bandi per la ricerca del personale e di farli pervenire all'attenzione di Sua Maestà, coadiuvandolo nella scelta. Assiste il personale della Casa Palatina, in ogni cerimonia e festività reale, controllando l'adeguato svolgimento dei loro compiti. Nel caso ravvisi inadempienza, può sollevarli dai loro incarichi o allontanarli per un periodo dal Palazzo, previo assenso del Sovrano.

    Verrà scelto dal Sovrano, tramite bando pubblico


  • Ciambellano Palatino
    Il Ciambellano Palatino si occupa degli Appartamenti privati e della Camera del Sovrano, supervisiona il guardaroba del re e ha cura delle sue armi e dei suoi abiti. Assiste i membri della Famiglia Reale, del Concilio Ristretto e della Casa Palatina durante la scelta dei loro vestiti. Durante i periodi di Lutto Reale, coadiuverà il Reggente, nelle regole da adottare e controllerà il loro adempimento durante le Cerimonie Ufficiali, da parte dei membri della Casa Palatina.

    Verrà scelto dal Sovrano, tramite bando pubblico.


  • Coppiere Palatino
    Il Coppiere Palatino avrà il controllo delle Cucine di Palazzo e supervisionerà il lavoro dei suoi membri. Ha il dovere di servire le bevande alla tavola regale e di assaggiare ogni vivanda, prima che venga servita al Sovrano. Controlla la Dispensa Reale, selezionando e gestendo i fornitori della Casa Palatina.

    Verrà scelto dal Sovrano tramite bando pubblico


  • Gran Scudiero Palatino
    Il Gran Scudiero Palatino è il capo supremo delle scuderie del Palazzo Reale. Si occupa della sicurezza del Sovrano, della Famiglia Reale e dei componenti della Casa Palatina. Supervisiona il comportamento e l'addestramento della guarnigione presente a Palazzo. E' responsabile dell'artiglieria, quindi di tutto il materiale da guerra presente a Palazzo e dell'approvvigionamento di armi. Avrà cura di organizzare eventi, quali tornei e giornate di caccia. Farà da Giudice in caso di Singular Certamen tra due membri della Casa Palatina, come prescritto dal Protocollo.

    Verrà scelto dal Sovrano tramite bando pubblico, tra coloro che hanno militato o militano nella Cavalleria Reale e/o nell'esercito, hanno fatto parte o fanno parte di un Ordine Cavalleresco riconosciuto.


  • Maniscalco Palatino
    Il Maniscalco Palatino ha cura dei cavalli e delle carrozze reali, così come dei cavalli e delle carrozze appartenenti agli ospiti del Palazzo. E' responsabile dell'adeguato mantenimento degli animali da caccia: addestratore di rapaci e dei cani reali. Si occupa dei Giardini reali. Fa riferimento al Gran Scudiero Palatino.

    Verrà scelto dal Sovrano, tramite bando pubblico


  • Confessore Reale
    Il Confessore Reale è un prete aristotelico ordinato e sarà il pastore spirituale della Casa Palatina. Inviterà i componenti della Casa Palatina a presenziare a tutti i riti aristotelici pubblici dell'intero Regno.

    Tale incarico verrà ricoperto dal Confessore Privato scelto dal Sovrano, all'inizio del proprio mandato o nel caso il Sovrano non sia battezzato, tale chierico sarà il Suo Consigliere personale, come prescritto dalla Charta Aristotelica di Napoli.


  • Medico del Sovrano
    Il Medico Reale avrà cura della persona del Re, della Famiglia Reale e dei membri della Casa Palatina. Consiglierà il Sovrano per tutto ciò che riguarda la sua salute. Supervisionerà lo studio delle Malattie e si occuperà di aggiornare la lista dei Medici del Regno.

    Verrà scelto dal Sovrano tramite bando pubblico nelle Sale dell'Università Regia, tra coloro laureati in Via della Scienza.


  • Dame di Compagnia - Cavalieri del Re
    Le Dame di Compagnia formeranno il seguito della Regina e/o della sua Famiglia. Se il Sovrano è sposato, le Dame seguiranno la Regina Consorte e/o le Principesse, se presenti; i Cavalieri viceversa seguiranno il Re Consorte e/o i Principi, se presenti. Accompagneranno il Sovrano, il consorte o i figli, nelle loro passeggiate o uscite ufficiali. Parteciperanno agli eventi e alle funzioni religiose. Allieteranno le giornate del Sovrano, del consorte o dei figli, grazie al loro talento (il canto, il ricamo, la danza, l'abilità nell'uso delle armi o nella caccia etc.)
    Le Dame di Compagnia saranno inoltre invitate a partecipare all'apprendimento dell'arte della cucitura o a far sfoggio della stessa, interessandosi e promuovendo lo studio e la conoscenza dei tessuti pregiati e degli abiti, che saranno modello di eleganza e stile, presso le Sale del Ministero della Cultura.

    Verranno scelti dal Sovrano, tra i Nobili Feudatari del Regno delle Due Sicilie.





Il Protocollo Palatino
Il Protocollo Palatino è il sistema delle regole, dei principi, dei criteri, che stabiliscono il Cerimoniale della Casa Palatina.
Ogni membri della Casa Palatina è tenuto al rispetto di tali regole.
E' concesso al Gran Siniscalco promulgare nuove regole, previo assenso del Sovrano.
Nei periodi di Lutto Reale è concesso al Ciambellano Palatino stabilire le norme da seguire per i membri della Casa Palatina, previo assenso del Reggente.

- Sul Sovrano
In presenza del Sovrano bisogna inchinarsi e attendere che Egli dia la parola, mai parlare per primi. Bisogna mantenere un atteggiamento consono alla situazione (mai fissarlo, mai voltargli le spalle uscendo) e appellare il Sovrano con l'esatto titolo: "Vostra Maestà Reale"

- Delle Dignità Nobiliari
Nella vita di relazione privata e pubblica è necessario rivolgersi propriamente ai propri interlocutori: i nobili sono suddivisi secondo dignità, che non significa importanza. Dignità più elevate hanno diritto di precedenza su dignità meno elevate durante le cerimonie e negli incontri diplomatici.

La gerarchia delle dignità nobiliari nel Regno delle Due Sicilie è la seguente:

    Re o Regina : Vostra o Sua Maestà (su autorizzazione: Mio Re o Mia Regina)
    Re o Regina Consorte : Vostra o Sua Altezza Reale

    Alta Nobiltà
    Principe/essa: Vostra o Sua Altezza Reale
    Governatore/trice: Vostra o Sua Altezza
    Duca/essa : Vostra o Sua Grazia
    Marchese/a: Vostra o Sua Magnificenza
    Conte/ssa: Vostra o Sua Grandezza

    Bassa Nobiltà
    Visconte/ssa: Vostra o Sua Signoria Illustrissima
    Barone/ssa: Vostra o Sua Signoria

    Piccola Nobiltà
    Signore/a: Vostra o Sua Eccellenza
    Ambasciatore/trice: Vostra o Sua Eccellenza


- Della Vita a Palazzo
  • Ciascun componente della Casa Palatina, deve essere in ogni occasione costumato, piacevole e di bella maniera. Non deve mai menzionare, né fare, né pensare cose spiacevoli, che invochino nella mente dell'interlocutore immagini disdicevoli. I vestiti devono essere fatti su misura e calzare come un guanto, rispecchiare lo status sociale di chi li indossa e soprattutto seguire le mode locali. Tutto ciò che un Cortigiano fa non deve solo essere giusto, ma deve anche essere fatto con leggiadria; non bisogna mai correre o camminare troppo lentamente, mai ridere in modo villano o urlare.
  • L'unico saluto concesso a Palazzo è l'inchino, tanto profondo quanto maggiore è la separazione dal rango. Le strette di mano, gli abbracci e i baci con e fra Nobili o membri della Casa Palatina sono proibiti, la riverenza è sufficiente. Il Sovrano e i membri della Famiglia Reale possono decidere il tipo di saluto con quale intrattenere il proprio interlocutore. In ogni caso, è meglio mantenere meno contatto fisico possibile.
  • Ciascun membro della Casa Palatina deve parlare di argomenti graditi a tutti i presenti e mostrare rispetto verso tutti; mai si devono usare termini vili o sconvenevoli in un discorso, neanche se il fine del quale è il riso. Se si ha intenzione di intrattenere una lunga discussione, si deve usare un linguaggio il più possibile “ordinato e ben espresso” in modo tale che l'uditore possa essere in grado di immaginare le cose con cui lo si sta intrattenendo. Oltre alla chiarezza delle parole usate, è importante anche che queste abbiamo un bel suono. Mai interrompere qualcuno che sta parlando.
  • Se due o più membri della Casa Palatina discutono fra loro, non devono mai assumere atteggiamenti villani, ma continuare a seguire l'etichetta. Se non giungono ad una risoluzione attraverso le parole, “melius visum est ut in campo cum fustibus pariter contendant, quam periurium perpetrent in absconso”* (Leges Longobardae, Carolus Magnus). E' dunque concesso loro sfidarsi in un "Singulare Certamen" (Lizza cittadina) e affidarsi al Giudizio di Dio, sotto la supervisione del Gran Scudiero, che farà da Giudice.
    Ciascun membro della Casa Palatina può naturalmente ricorrere all'utilizzo di intermediari, quali campioni professionisti, che si sfideranno al loro posto.
  • Comportamenti da tenere a tavola: i commensali prenderanno posto seguendo l'ordine delle dignità nobiliari, si siederanno dopo il Sovrano e attenderanno il Suo permesso prima di iniziare il pasto. Lavarsi le mani in pubblico è accettabile solo prima di pranzo e dinnanzi ai commensali, così che possano essere sicuri che la persona con cui divideranno il cibo, sia pulita. Non bisognerà mai riempirsi troppo la bocca o bere in eccesso.

    *[Sembra meglio che si affrontino armati sul campo, piuttosto che spergiurare continuamente di nascosto]

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Il Palazzo Reale di Napoli e la Corte Palatina: pareri
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