IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  Lista UtentiLista Utenti  GruppiGruppi  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Condividere | 
 

 Lettera della Santa Chiesa Aristotelica alla Corona

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
Francesco_maria
Primate del Regno delle Due Sicilie
avatar

Maschile
Numero di messaggi : 92
Data d'iscrizione : 03.11.15

MessaggioTitolo: Lettera della Santa Chiesa Aristotelica alla Corona Mer 10 Feb - 11:32:56

In merito ai recenti fatti che riguardano il Nostro amato Regno delle Due Sicilie la Santa Chiesa Aristotelica non potendo e non dovendo tacere intendere rendere nota la sua posizione sulla situazione attuale, rivolgendosi in particolar modo a Sua Maestà e agli Illustri membri del Concilio ristretto:


Citazione :






All'attenzione di Sua Maestà Ayla Nejla Dalia Sforza, Sovrana delle Due Sicilie,
al Concilio Ristretto, alle Loro Altezze i Governatori di Terra di Lavoro e degli Abruzzi ed i rispettivi Consigli,
alla Nobiltà e a tutti i cittadini del Regno delle Due Sicilie,
a chiunque leggerà, udirà o apprenderà,


Noi, Sua Eminenza Reverendissima Francesco Maria Cardinale Sforza,
a nome dell'Assemblea Episcopale della Primazia degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie,

Con la presente lettera desideriamo intervenire in merito a diverse gravi questioni che affliggono il Nostro amato Regno delle Due Sicilie provocando non poche preoccupazioni in seno al popolo aristotelico e al clero.

Anzitutto le Nostre perplessità sono in merito a quella riforma che va minare l’equilibrio stesso del Regno e che già la Corte d’Appello Duosiciliana sta prendendo in esame. Ma, al di là, della corretta attuazione della riforma dobbiamo esprimere tutta la Nostra preoccupazione in merito al venir meno non di un privilegio che spetta di diritto alla Santa Chiesa ma all’idea che la Sua voce sia ridotta a un leggero sussurro quando invece è la Fede Aristotelica ad essere un pilastro fondante del Regno e anima stessa del popolo duosiciliano.

Come si può pensare che una struttura così maestosa ed imponente possa restare in piedi se si riducono i pilastri che la reggono? Come può reggersi in piedi se si diminuiscono notevolmente le dimensioni del pilastro?
Ciò che ci spaventa è che si minimizzi il ruolo fondamentale della Santa Chiesa Aristotelica nel Regno quando questa da sempre ha lavorato, sudato e faticato insieme, e allo stesso modo di tutto il popolo e della nobiltà. Garantendo anche nei momenti di maggiore difficoltà la testimonianza della Verità, della Fede diffondendo gli insegnamenti dei Santi Profeti, battezzando nuovi nati, benedicendo nuove unioni ma soprattutto benedicendo e ungendo, in nome dell’Altissimo, i nuovi Sovrani che si sono inginocchiati ai Nostri piedi, non per merito umano, ma riconoscendo in Noi il volere dell’Altissimo che attraverso l’elezione gli aveva chiamati a servire il suo popolo.

La Santa Chiesa intravede quindi, in questa riforma, la perdita d’identità del Regno stesso che forse in una visione distorta spera di correre più in fretta tagliandosi le gambe, ma ciò non è possibile!

Non possiamo certo dar torto a chi sostiene che spesso, nelle Istituzioni reali, abbiano preso posto persone interessate unicamente al vuoto titolo e non al grave incarico che gli spettava ma questo fa parte dei limiti umani e di una mancata educazione e crescita di amore verso il Bene comune del Regno e del suo popolo. Ciò deve invece incoraggiare e spingere tutti a lavorare più intensamente per arricchire ciò che c’è non arrendersi alla difficile realtà e impoverendo il Regno nella speranza di “salvare il salvabile”.

E questo nostro pensiero non scaturisce solo dall’impoverimento istituzionale che si vuole portare con questa riforma ma anche all’impoverimento morale che da più parti notiamo diffondersi in questo Regno. Molto spesso la Santa Chiesa Aristotelica è attaccata e insultata nei suoi membri da uomini e donne del Regno che forse nella foga della piazza e della taverna non riconoscono neppure l’alta istituzione che gli uomini e le donne di Chiesa rappresentano quasi che si fosse tutti uguali. L’Altissimo certo ci considera tutti uguali ma ha voluto e pensato questa Nostra società con una struttura che vuole il riconoscimento dell’autorità di alcuni ruoli non tanto per il rispetto dell’uomo in sé ma per garantire la Giustizia e la Pace. Il clero non ambisce a nulla per se sapendo bene che davanti all’Altissimo tutti ci presenteremo nudi e solo con i nostri peccati, ma è l’Onnipotente stesso che ha affidato carismi e compiti diversi a ciascuno per permettere che si viva in concordia e coltivando l’Amicizia Aristotelica. Pertanto anche per ciò chiediamo maggiore vigore ed un intervento più forte ed efficace del Regno che deve proteggere e tutelare tutti nel loro ruolo alla luce anche degli insegnamenti della Fede.

Infine, in tempi piuttosto recenti sono tornati a popolare le nostre terre gli Spinozisti, una comunità a suo dire religiosa, che la Costituzione, di ispirazione aristotelica, "tollera" ma non approva. Già in tempi passati una Comunità Spinozista venne accolta nel nostro Regno e nutrita come fosse nostra figlia, venne loro concessa la fondazione di una Schola nella cittadina di Gaeta, dove essi potevano liberamente predicare il loro culto deviato in seno alle Due Sicilie.

La Chiesa non smetterà mai nella sua misericordia e bontà di consigliare e preferire la via del dialogo e della diplomazia anche con quelle realtà e quelle persone che si schierano apertamente contro di essa e che non dimostrano neanche il rispetto dovuto verso delle Istituzioni e delle Verità che i Due Santi Profeti hanno voluto divulgare e sostenere, ma quando queste realtà e queste persone decidono di non accettare i termini legali che vincolano la loro presenza sul suolo Duosiciliano, quando questa mancanza di rispetto si trasforma in insubordinazione verso la Costituzione ed il Concordato, non possiamo più chiudere gli occhi e limitarci a mettere in guardia i fedeli verso queste persone corrotte dalla Creatura Senza Nome, ma anzi in questi momenti più che in altri la Santa Chiesa ha bisogno che il Regno riconosca la missione Aristotelica di cui è investito e sostenga con tutti i mezzi a propria disposizione il ristabilimento della tranquillità.

Come Assemblea abbiamo appoggiato voi come Sovrano del Regno anche per la vostra salda Fede Aristotelica. Ebbene dobbiamo con forza dire che il Regno non ha messo in campo tutte le forze per aiutarci a combattere questo fenomeno che ha osato valicare l'autorità della Santa Chiesa Aristotelica.


Non cessando mai di pregare per il Trionfo della Pace e della Verità invochiamo sul Regno delle Due Sicilie copiose benedizioni dall’Altissimo.


Scritto e sigillato a Roma, il decimo giorno del secondo mese dell'Anno di Grazia MCDLXIV



Cardinale Nazionale Suffragante
Vicarius Urbis
Primate degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie
Monaco Capitolare Cistercense
Principe di Benevento
Signore di Cermone






_________________
S. Em. Cardinale Francesco Maria Sforza

Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente
Ayla_Sforza

avatar

Femminile
Numero di messaggi : 509
Data d'iscrizione : 09.09.15

MessaggioTitolo: Re: Lettera della Santa Chiesa Aristotelica alla Corona Dom 14 Feb - 1:03:11

Ti ringrazio di averla portata anche a palazzo, immagino per conservarla negli archivi, visto che non ha alcun senso logico portarla contemporaneamente qui e in piazza.( off: 4 minuti di differenza Very Happy )
Ovviamente a quella in piazza abbiamo risposto prontamente, non serve farlo anche qui.
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente
 
Lettera della Santa Chiesa Aristotelica alla Corona
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Teatro alla Scala, platea, palchi e gallerie
» Arrivo del Nunzio Apostolico di Firenze
» Il potere temporale della Chiesa
» L'angolo della preghiera...
» Estinzione della chiesa cattolica

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Palazzo Reale di Napoli :: Sale del Governo del Regno :: Archivi di Stato :: Archivio Pubblico Concilio Regina Ayla-
Andare verso: