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 Lettera da Baldovino.

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AutoreMessaggio
Ayla_Sforza

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Femminile
Numero di messaggi : 509
Data d'iscrizione : 09.09.15

MessaggioTitolo: Lettera da Baldovino. Gio 26 Nov - 11:24:00

Citazione :
A Sua Altezza Reale
Ayla Nelia Dalia Sforza
Regina del Regno delle Due Sicilie



Graziosa Maestà,

vengo con la presente a comunicare alla Maestà Vostra la mia intenzione di rinunciare al Titolo di Barone e al feudo di Navelli di cui sono custode e titolare. Desideravo tuttavia precisare alla Maestà Vostra che sono giunto a tale sofferta decisione a seguito di alcune constatazioni di fatto e considerazioni che mi spingono a non riconoscermi, non più almeno, nelle Istituzioni e nel Regno che sono chiamato a difendere e a rappresentare.

A seguito della vile aggressione bosniaca persi ben due navi, la "Santa Maria" sulla quale ero salpato da Chieti perchè il Prefetto me lo aveva intimato e la galea da guerra "Victoria" che si trovava all'ormeggio e che è stata affondata in porto.
Gravemente ferito e vivo per miracolo, una volta in grado di mettermi in viaggio, ho risposto alla chiamata della Real Cavalleria rimanendo schierato prima a Chieti e a Silvi e poi passando nella Compagnia di Tonks a difesa de L'Aquila per nove mesi. Durante questo periodo di ferma sono rimasto ferito in uno scontro avvenuto in circostanze misteriose e mai del tutto chiarite con un gruppo di stranieri valacchi, rimanendo fuori combattimento per 15 giorni.
Da poco rientrato a casa dopo i succitati 9 mesi di ferma partecipo alla seconda, appena conclusa, chiamata della Real Cavalleria. Intuendo la reale possibilità di una minaccia concreta e deciso a dare un contributo fattivo e importante, raduno parenti e amici, e formo un gruppo di volontari decisi a battersi o morire per la Patria e mi offro presso il Reggente di alzare una Compagnia in armi a mie spese.
La risposta fu però raggelante: mi si chiede quanti uomini potrei radunare e allo stesso tempo mi si avverte di fare attenzione a non incorrere nel reato di banda armata!

Ecco, Maestà, è nell'udire quelle parole del Reggente, di un uomo e di un amico di cui nutrivo stima e fiducia incondizionata, che ho avvertito la vera considerazione (cioè la nessuna considerazione) in cui ero realmente tenuto. Se a un nobile di provata lealtà desideroso di distinguersi e di prodigarsi per il Regno si danno simili risposte intrise di diffidenza e sospetto, è evidente che vi è qualcosa che non va. Fedele ai miei principi e all'amor di Patria, ho comunque radunato i volontari e li ho messi a disposizione del Comando, avendo anche cura di donare due spade a due di loro che ne erano sprovvisti e coordinandone a distanza organizzazione e spostamento fino all'incorporazione in esercito.

Recapitolando: lo Stato mi chiede giuramento di fedeltà e obbedienza, pronta disponibilità ad accorrere alla chiamata alle armi, e sollecitudine a pagare le tasse portuali a fronte della totale incapacità di difendere i miei beni, la mia incolumità personale e finanche il mio onore, visto che in un recente processo mi sono sentito rispondere dal giudice che in fondo il titolo di Barone è un titolo minore e che definirlo titoletto non è ingiuria...
Dulcis in fundo, in Abruzzo ora siedono in Consiglio dei figuri che hanno assaltato città e Municipi incitando alla rivolta e alla sedizione e che hanno fatto combutta con bosniaci e Mano Nera per rovesciare la civiltà e l'ordine costituito, e questo è intollerabile.
Da nobile ho solo oneri e ben poco onore. Non ho il diritto di alzare una Compagnia in armi, nè di radunare armati (mentre altri possono farlo, e sono sempre i soliti); nonostante abbia più volte segnalato la mia capacità e disponibilità a dare punti esercito non sono MAI stato nemmeno sentito in proposito ( e sono fermo da anni oramai - oltretutto non dando punti esercito non ho nemmeno la possibilità di potere crescere, visto che ho intrapreso il mestiere delle armi). Perfino per raggiungere il mio appartamento a L'Aquila debbo chiedere un permesso come un qualsiasi bifolco. Francamente, Maestà, credo di averne abbastanza e desidero interrompere qui la mia esperienza nobiliare. Visto che talune prerogative sono esclusiva spettanza di pochi, che siano loro a farsene carico, probabilmente saranno più bravi e presenti di me.
Ringrazio Vostra Maestà per la pazienza mostrata nel leggere questa mia e chiedendo venia per l'amaro sfogo di cui Ella non ha colpa alcuna, e certo che vorrà accontentare il desiderio di questo vecchio e inutile soldato.

Dio benedica il Regno e la Maestà Vostra.


Vostro,
Francesco Maria Baldovino de' Sangiorgi
per Grazia di Dio e volontà del Re
Barone di Navelli


Questa la mia risposta:

Citazione :
Barone,
abbiamo letto con interesse la Vostra missiva e siamo rattristate di apprendere che tali sentimenti amari possano opprimere il cuore di un nostro nobile.

Vi chiediamo, prima di rinunciare formalmente al titolo, di voler essere nostro ospite presso palazzo reale (http://palazzoreale.forumattivo.com/) dove con i ministri e il magister potremo parlare liberamente e cercare di far ritornare il sereno

Che Aristotele vi protegga

Ayla

Chiedo alla Cancelliera di tenersi pronta a preparare una stanza per accoglierlo e al Magister di presenziare con me e Rebraist
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Elisabetta Maria

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Femminile
Numero di messaggi : 1517
Data d'iscrizione : 04.03.09

MessaggioTitolo: Re: Lettera da Baldovino. Gio 26 Nov - 14:13:59

OK, domani sarà fatto Wink

_________________
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Lettera da Baldovino.
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